Grazie a tutti degli auguri! Less is more…

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Oggi è il mio compleanno, sono a fare la revisione della macchina, c’è il sole, il cielo è blu ed ho una gran voglia di scrivere questo pensiero che con la fotografia ha poco a che fare, ma poco importa. Fa parte di me e quindi ha un nesso anche con questo il sito. Oggi compio 33 anni e mi sento serenamente felice di essere il Re del Nulla
Ultimamente – e per ultimamente intendo nell’ultima mezza dozzina di anni – il giorno del mio compleanno mi sveglio e tiro una riga analizzando velocemente la somma degli elementi che compongono la mia vita. L’ho fatta anche oggi ovviamente…

Tre anni fa, ossia per i mio trentesimo compleanno, Stefania ed i miei amici mi avevano organizzato una festa casalinga bellissima; ero felice e potevo ritenermi soddisfatto della mia vita: godevo di ottima salute, avevo un buon lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio più che soddisfacente, per passione viaggiavo per l’Europa in moto e normalmente mi muovevo su un’auto cabrio di grossa cilindrata. Mi ero sposato da poco e vivevo nei nostri 73mq da sogno. Non potevo chiedere nulla di più…

Poi un tarlo mi è entrato in testa. Ho iniziato ad avere l’impressione che la vita stesse scivolando via come fosse di sabbia tra le mani. Tutto è iniziato dopo il nostro viaggio in Zimbabwe, dove avevo visto e conosciuto persone molto povere – nel senso più materiale e consumistico del termine – ma ricche di dignità. Al ritorno a casa tutto ciò si era scontrato con l’esatto opposto: un giro di persone molto ricche di beni materiali ma povere di qualità umane: personaggi dall’indubbia etica che urlavano e sgomitavano per farsi spazio in una società che poggia su fondamenta assai discutibili. Nel frattempo ho iniziato a provare la brutta sensazione essere osservatore di un mondo, la cui direzione imposta, è il rincoglionimento delle masse attraverso scelte non nostre: tutti con lo smartphone, la macchina di un determinato segmento, la casa di tot. metri quadri, vestire con la firma dello stilista del momento ecc. ecc. altrimenti? Altrimenti non fai parte di quelli che nella pubblicità sono abbracciati alla bionda taglia 38 mentre si inebriano dell’eau de parfum numero uno, guidando la macchina giusta in una città illuminata ma deserta…

Tutti questi pensieri mi sono girati in testa, di tanto in tanto, per mesi e mesi ma si sono realmente concretizzati solo nel momento in cui mi sono accorto di tornare a casa dal lavoro, incazzato come al solito, ma con una grande differenza: non notavo che a casa c’era mio figlio ad attendermi. Arrivavo a casa e mediamente impiegavo un paio di ore a tornare normale. Ho capito che c’era qualcosa – o ben più di qualcosa – che non andava. Avevo perso di vista le priorità di una vita che, come tutti sappiamo ma ci vogliamo spesso nascondere, è limitata nel tempo. Dovevo quindi assolutamente cambiare qualcosa. Si  ma cosa?

Ho deciso quindi di tentare di ribaltarla partendo da ciò che, insieme alle ore di sonno, occupa di più la nostra vita: il lavoro. Lavoro è una parola che per il 90% della popolazione mondiale significa: entro in ufficio – timbro – mi rompo le scatole per enne ore – timbro – esco – a fine mese mi fanno un bonifico – un giorno andrò in pensione e inizierò a vivere. Stop.
Il mio obiettivo era – ed è tutt’ora – la ricerca di un impiego attivo, positivo e propositivo. Che ho identificato nella mia passione per la fotografia. Con tutti i pro&contro del caso, provando però a non lasciarmi scorrere addosso il tempo e la vita ma cercando di fare qualcosa che mi renda parte integrante di essa.

E’ stata dura e sinceramente me la sono fatta addosso ma alla fine ho preso una strada nuova. Non certo sicura e  assai controcorrente ma più attiva. Non ha più la sicurezza del posto ne dello stipendio fisso ma questo mi ha fatto riscoprire il piacere di vivere più alla giornata anche perchè non ritengo giusto ragionare sempre e solo al futuro e ignorando il presente; anche perchè di doman non c’è certezza come diceva Lorenzo de Medici…

…quando c’è schiuma si surfa e quando è piatto lavoriamo. E indovinate?!

Andy Kelly – Drift – Cavalca l’Onda

 

Così oggi, tre anni esatti da quella fantastica festa casalinga con i miei amici, mi ritrovo ugualmente felice di vivere una vita che è però assai diversa: godo di salute ancora migliore perchè faccio un lavoro – o meglio un impiego – che è anche la mia passione. Viaggio poco in moto perchè mi sono scoperto amante della bicicletta. Mi muovo su una decorosa 4 porte che utilizzo pochissimo perchè quando posso mi sposto pedalando. Non ho più solo un figlio ma due che sono la mia più grande soddisfazione e fonte di felicità e serenità. Posso accompagnarli tutti i giorni all’asilo camminando con loro, cercando di metter loro addosso meno fretta o ansie possibili, sentendo sulla pelle il tempo che passa insieme al fluire delle stagioni. Continuo ad essere sposato ed i nostri 73mq da sogno ora ci ospitano in quattro!!!

Apparentemente, dal punto di vista puramente materiale ed in un mondo che aspira ad avere sempre di più, questo può apparire un grande downgrade. Mollare il tiro. Scendere da un treno in corsa. Eppure mi ritengo soddisfatto. Non per questo mi sento “arrivato” ma almeno ora vivo per me. Mi considero il Re del Nulla perchè forse.forse è proprio vero che meno è più. Less is more…

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#GrAZieATuTTiDeGLiAuGuRi

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