Test Fujifilm X-E2: la reflex non reflex

Test e recensione mirrorless Fujifilm X-E2 - la reflex non reflex
Categorie: test mirrorless Fujifilm X-E2

Il test della Fujifilm X-E2 è l’ennesima prova e conferma che le macchine fotografiche prodotte dalla casa di Minato – Tokyo – mi stupiscono sempre. Mio padre mi attaccò questa mania nel 2005 quando portò a casa la prima Fujifilm di una lunga serie, la F710: era una compatta da 6Mp che sfornava foto molto belle, con colori saturi e contrastati. Poi arrivò la S9600 che fece da traghetto tra il mondo delle compatte e quello delle reflex; gran bel pezzo che ho ancora nell’armadio e che utilizzo per qualche servizio di quelli in cui l’attrezzatura è a rischio.
Il passo fu breve con l’arrivo della mia prima – ed unica – reflex: la S5Pro che utilizzo tutt’ora e che non ho alcuna intenzione di sostituire nonostante l’età apparente. Segue una X10, compatta molto sfiziosa con il suo obiettivo 28-112 luminoso [f2.0-2.8]. In totale 4 Fujifilm che sono entrate con grande soddisfazione a casa mia.
Nel 2013 ho iniziato una collaborazione con Fujifilm Italia ed ho potuto testare un po’ di prodotti nuovi: la X100S, la X20 fino ad arrivare alla X-Pro1 che ho utilizzato per il servizio con gli Inglesi di MCN all’HardAlpiTour 2013. Ma perchè proprio una X-Pro1 e non un Nikon D700 ad esempio?

QUANDO LE DIMENSIONI CONTANO…
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Da sx. Fujifilm X-Q1 vs. Fujifilm S5Pro [+ ottiche varie] vs. Fujifilm X-E2 [+ 18-55]

FUJIFILM Italia - Test X-Pro1 vs. HardAlpiTour - Settembre 2013La Fujifilm X-Pro1 + 14mm + l’impressionante 27mm pancake…

La storia è lunga ed è stata fonte di ispirazione di tantissime discussioni con l’amico Mario Ciaccia – redattore e fotografo di Motociclismo e Motociclismo FUORIstrada – il qualche sostiene ormai da anni la causa delle mirrorless [vedi anche il suo splendido articolo Fotografia in moto]. Non a caso la prima “senzaspecchio” che ho provato è stata proprio la sua Sony NEX-3…
Il succo della storia è che moltissimi comprano “la reflex” ma poi la dimenticano in un cassetto per via del peso sia del corpo macchina che degli obiettivi e finiscono per utilizzarli poco oppure a preferire lo smartphone, nonostante la cifra spesa per l’acquisto di una bella macchina fotografica. In pratica una spesa inutile che infatti ho sempre sconsigliato,  ipotizzando l’acquisto di una bridge, a chi mi chiede “vorrei una macchina fotografica più bella. Compro una reflex?”
A tal proposito proprio l’altro giorno su whatsapp mi contatta Ugo, uno dei ragazzi che ha partecipato al mio WorkShop dello scorso Luglio in Val d’Ayas:

– Ciao Luca! Io continuo a sfogliare le tue foto su Motociclismo, a quando il prossimo weekend fotografico? Inoltre sono oramai giunto al fatidico momento, dopo aver piazzato la E300 con il 18-50 del kit ed aver tenuto un piccolo tele ed un pancake devo decidere cosa acquistare e devo dire che il tuo articolo “la rincorsa dei megapixel” mi ha chiarito alcune cose da un lato ma generato un poderoso dubbio: fullframe , APSC o 4/3? Ho trovato una Olympus E3 ad un prezzo onesto che rientra nel mio budget con cui potrei prendere anche un buon obiettivo serie pro 12/60 f2,8 starò facendo la scelta giusta o vado ad infognarmi in un sistema limitato? Meglio una D300s? Sono in acido, anche perchè oramai sono più di 6 mesi senza macchina foto e sto incominciando a soffrire…
Che faccio??
– Se chiedi info ad uno che apre una sezione del sito intitolata #fotografialternativa avrai risposte… alternative. Quindi:
io mi sto rompendo le balle di avere uno zaino da 8kg sulle spalle. Lascerei perdere la D300S e simili per motivi di peso e ingombri. Il FF è veramente un passo avanti – D700 ecc. – ma serve veramente scattare a 6400iso con tutto quel peso? Poi…
Ad una reflex aggiungi obiettivi pesanti. E costosi. Certo è roba di qualità ma… La domenica o in montagna o al mare in moto o in bici ti porti dietro tutta sta roba? Uhm. Quindi…
Sto dirigendo il mio pensiero verso le mirrorless. Leggere e con una buona qualità. Volendo anche con ottiche di gran classe. Sto usando la mirrorless di Fujifilm X-E2 perche: dopo le prime foto ci sono rimasto di stucco. Assolutamente!!!
– Mmmmmmm. Interessante
– Piccola. Leggera. Volendo con un parco ottiche prestigioso. Scatta a 6400Iso senza rumore. Se hai tempo leggi qua: www.lucaghigliano.it/it/?p=867 C’è anche la foto a 6400iso in alta risoluzione. Comunque. A parte la X-E2 mi sento di darti un consiglio spassionato: compra la macchina che credi ti faccia scattare di più e che ti faccia sentire realmente bene. A guardarla. Ad usarla. A toccarla. Non sembra ma a me la D700 ha impressionato come resa ma la trovo sterile e non so se la comprerei…
– Luca sei sempre un grande. Mi piace questo tuo approccio.
– L’uomo non vive di soli ISO&MegaPixel…
– Giusto. Io provo molta simpatia per chi percorre nuove strade Per questo comprai Olympus. Ora faccio tesoro dei tuoi consigli e mi guardo intorno. Grazie mille!!
– Figurati. Se hai bisogno di altre info “alternative” sono qua…

OK PER L’AMATORE. MA PER IL PROFESSIONISTA?
Negli ultimi tempi ho riscoperto il piacere di viaggiare leggeri, soprattutto da quando collaboro con Motociclismo, MountainBiking Italia e Motorcycle News: mi ritrovo spesso a fotografare in posti “scomodi” con uno zaino di 3 o 4 kg sulle spalle e soprattutto se me li devo pedalare per 1.200/1.500m di dislivello allora la cosa diventa fastidiosa. Così ho iniziato anche io a lasciare nel cassetto obiettivi – ahimè – ed ora cerco di viaggiare il più leggero possibile con la S5Pro e due soli obiettivi: il grandangolare [Sigma 10-20] e un piccolo zoom molto luminoso e leggero [Tamron 28-75 f2.8]. In pratica copro da 15 a 112mm che mi bastano ed avanzano.
Ma si può viaggiare ancora più leggeri e anche per matrimoni, eventi sportivi e quant’altro. Come disegnato nell’immagine di apertura, l’evoluzione è alleggerire senza perdere in qualità. Mario Ciaccia ancora una volta aveva ragione…

MA COME VA QUESTA X-E2?
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Appena tirata fuori dalla scatola, ancor prima di inserire la batteria e la scheda SD, si prova piacere al tatto. Come tutti corpi della serie X anche la E2 ha un look retrò e regala delle bellissime sensazioni: i selettori dei tempi e dell’esposizione che fanno “click-click” ad ogni regolazione ed il pulsante di scatto ha la filettatura per il sempre affidabile cavetto meccanico dello scatto remoto. Bentornato. Finalmente.
Inseriamo la batteria e la macchina prende vita in un lampo [dichiarati 0.5″] attraverso uno schermo molto luminoso da 3″ con a fianco i soliti pulsanti per le selezioni che ormai sono tipici della serie X: fantastico ed utilissimo il pulsante Q che permette di accedere alla schermata di setup veloce della macchina; essendo una mirror-less [trad. senza specchio] il mirino è elettronico ma molto luminoso e funzionale.
Il sensore della X-E2 è un APS-C X-Trans CMOS II privo di filtro antialiasing da 16.3Mp: senza entrare nei dettagli garantisce dei colori molto belli, saturi e contrastati ma al tempo stesso con bassi livelli di rumore agli alti ISO. E personalmente penso che in Fujifilm sappiano come si fanno i sensori visto che quasi 10 anni fa crearono il SuperCCD a pixel esagonali della S5…
C’è la possibilità di scattare in RAW oppure in JPEG con 5 simulazioni pellicola, si possono fare video in full-HD a 60fps più un altro po’ di chicche sfiziose [regolazione della gamma dinamica – opzione panorama – multiesposizione ecc.]
Per la X-E2 il produttore dichiara un autofocus tra i più veloci al mondo e praticamente nessun ritardo nello scatto [0,05 secondi] oltre ad una “raffica” di 7,0 fotogrammi al secondo e da 25.600ISO di fondoscala.

Ma è tutto vero ciò che c’è scritto nel suo curriculum? Effettivamente dal punto di vista tecnico è una gran macchina ma oltre ai freddi numeri quello che fa la differenza è il piacere di utilizzarla; è una goduria mettersela in una tasca della giacca e nell’altra tenere un paio di obiettivi e montarli a seconda di cosa si presenta davanti ai nostri occhi. La messa a fuoco è velocissima confermando quanto dichiarato dalla casa, tiene gli alti ISO in un modo incredibile – a livelli di full-frame – e ci si dimentica del RAW perchè sforna JPEG stupendi – da provare in simulazione VELVIA, che per chi non lo sapesse è una delle più famose pellicole di Fujifilm caratterizzata da colori molto saturi e contrastati – permettendo di evitare praticamente la post-produzione; il 18-55 del kit non è assolutamente da snobbare perchè è assai comodo e con un’ottima resa ottica anche se non è proprio piccolissimo: c’è però da dire che è piuttosto luminoso [f2.8-4.0] oltre che stabilizzato. Per chi ama le ottiche fisse di qualità c’è un’ampia scelta da 14mm a 60mm e da f1.4 a f2.8… Ho avuto il piacere di testare il 14 e il 27mm e sono veramente spettacolari. Il 27mm poi è un pancake alto quanto una moneta da 1€ [vedi foto test X-Pro1]. Ed in arrivo c’è un 56mm f1.2 che equivale ad un 85mm. Oltre alla serie Zeiss Touit che propone un 12 ed un 32 entrambi f2.8. Roba per palati fini…
Se invece si preferiscono gli obiettivi zoom è uscito da poco anche un 10-24 che non vedo l’ora di testare insieme al 55-200: in pratica con questi 2 e l’obiettivo kit si può coprire una lunghezza focale da 10 a 200mm [eq. 15-300mm] con pochissimo peso in tasca o nello zaino.

Durante il WeekEnd Fotografico a Ceresole ho portato con me la X-E2 e l’ho finalmente testata a 6.400 ISO ha lasciato tutti – me compreso – senza parole per il pochissimo rumore presente nel JPEG…
Fujifilm X-E2 + 18/55 @ 18mm – f4.0 – 1/5″ – mano libera e… 6.400ISO – simulazione Velvia – scatto in JPG fine – Esattamente come uscita dalla scheda. Zero posto produzione – CLICCA SULLA FOTO PER INGRANDIRE AL 100%
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Bene. Abbiamo visto che la X-E2 è perfetta per l’amatore evoluto che è disposto a spendere l’equivalente di una reflex di buona qualità pur di potersi mettere in tasca – nel vero senso della parola – un oggetto che con 1/3 degli ingombri e del peso permette di fare foto allo stesso livello se non superiore alle migliori APS-C. Il problema può essere solo dal punto di vista “estetico” nel senso che, soprattutto in Italia, così come il motociclista è colui che guida una supersportiva, ciclista è chi pedala qualcosa in carbonio allora il vero fotografo è identificato nella persona che porta al collo una reflex con relativo super-tele. Il marketing spesso porta a fare scelte strane e l’aspetto “estetico” a volte è più importante dell’aspetto “pratico”. Se questa non è la vostra linea di pensiero allora vi consiglio almeno di provare una mirror-less come la X-E2: potrebbe migliorare notevolemente la qualità della vostra vita fotografica…

Dal mio punto di vista la X-E2 [e le relative concorrenti di pari qualità e prezzo] è ottima anche per il professionista che vuole eliminare peso sulle spalle senza rinunciare alla qualità. Spesso mettere in gioco le proprie idee è un bene e dopo averla testata ho potuto continuare a ricredermi sul concetto di mirrorless arrivando a pensare seriamente ad un utilizzo anche in campo professionale; nello zaino per un servizio di MTB oppure nelle tasche della giacca per un servizio di Motociclismo hai la possibilità di tirare foto di qualità, scaricarle al volo sul tablet [dimenticavo la funzione WiFi] e spedirle direttamente in redazione per una prima scrematura. Oltre a poter girare video in full-HD che è una cosa sempre più richiesta. Sarà interessante testarla ai prossimi Mondiali di Enduro e vedere come si comporta con questi “proiettili” che pedalano a mille tra le rocce!!!
E anche per il settore dei matrimoni&simili non ho dubbi sul concetto della “senza-specchio”. L’unico problema è: cosa penseranno sposi ed invitati quando si vedranno fotografati con “una compatta” e non con la solita reflex gigantesca ed annesso battery-pack e obiettivone bianco con filetto rosso? Bella domanda…
All’ultimo matrimonio mi si è avvicinato un invitato che dopo aver osservato la mia S5Pro ha esordito con “…è la prima volta che ne vedo una. Sai. Io ho appena comprato una D800…”
E quindi prossimamente mi aspetto un “…è la prima volta che vedo fotografare un matrimonio con una compatta. Sai. Io ho appena comprato una D4S…” – Vedremo. Vi aggiornerò nel caso…

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#Fotografialternativa nasce dal desiderio di guardare dentro alla fotografia. Sempre più spesso dimentichiamo che una bella immagine nasce dal cuore ancora prima che attraverso l’oggetto macchina fotografica. #Fotografialternativa è il voler badare alla sostanza per creare immagini senza preoccuparsi ne del marketing ne delle mode del momento…

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